ALL’EXPO CON LA BIG FAMILY!

MILANO – Metti un sabato con tutta la famiglia all’Expo: a qualcuno è piaciuto molto, a qualcun altro non è piaciuto granchè…però l’importante è stare tutti insieme sotto l’Albero della Vita!
(grazie a Laura Macrì per la foto con il selfie-stick al quinto tentativo)…big family

TASSO RE PEPERONE

CARMAGNOLA (TORINO) – Nell’esercizio delle sue funzioni di bravo giornalista, può persino capitare di imbattersi casualmente nell’avvocato Alex Gilardini alla Sagra del Peperone di Carmagnola e rimanerne completamente travolti…tasso pepe

TASSO CAVALIERE (HONORIS CAUSA) DI MALTA

Lo volete un piccolo reportage sull’Isola di Malta? A me è piaciuta molto, a mia moglie meno, forse perchè la giudica sporca. Però io credo che sia riduttivo giudicarla cosi: altrimenti bisognerebbe dire anche di Roma che è sporca. Invece, per fortuna, c’è di più. Certo Malta non è un’isola dove si può pensare di andare per almeno una settimana solo a prendere il sole: bisogna girare, girare, girare, gambe e zaini in spalla. Con gli autobus turistici, con i bus di linea (tantissimi ed efficientissimi!), con una macchina a noleggio o persino con uno scooter. Poi bisogna essere un po’ amanti del rischio: del rischio di farsi male, in particolare, a causa delle spiagge fatte quasi esclusivamente di pietre e di scogli (anche a Gozo e Comino, le due microisole maltesi). Quindi, quando alla fine trovate una spiaggia finalmente di sabbia (vedi foto: a Golden Bay, nel nord dell’isola), tenetevela stretta per un paio di giorni. E poi riprendete a visitare, tanto si fa in fretta: Malta è grande 25 volte meno della Sicilia e ha meno della metà della popolazione di Torino (nemmeno 400 mila abitanti in tutto)! La nazione più piccola di tutta l’Unione Europea! tasso a maltaNon si può certo pretendere che abbia una forte nazionale di calcio, no? Visitate, amici, visitate: forse imparerete qualche parola di maltese (“Grazzi” vuol dire grazie, ma il resto sembra arabo), forse imparerete qualche parola di inglese grazie ai tanti corsi di lingua presenti, scoprirete la deliziosa capitale Valletta, con i suoi palazzi dedicati ai Gran Maestri dei Cavalieri di Malta, scoprirete il lungomare e le baia di Sliema, Bugibba, St. Paul, St.Julian, il palazzo più alto di Malta (un Hotel Hilton) e la pizzeria più antica, dove si può mangiare una buona napoletana con meno di 20 euro in due: in generale, infatti, Malta è un po’ meno cara dell’Italia. Per una pinta di birra locale, la Cisk, ve la cavate con 2 euro e 50. Poi, con tutti i turisti che hanno (un milione e mezzo all’anno, il 70% italiani: nulla in confronto ai dieci milioni di turisti di Maiorca, ad esempio), potrebbero anche sistemare qualche palazzo e qualche hotel diroccato e decadente, ma in fin dei conti sono isolani, no? Se la prendono comoda. E fanno bene. Qualche gru, però, all’orizzonte c’è. Erano poveri pescatori, stanno diventando benestanti. Ma anche loro hanno il problema degli immigrati alle porte e la Libia, se guarda la carta geografica, è davvero ad un passo. Tanti gli italiani, dicevo: che ci vengono in vacanza (i siciliani da Catania ci mettono 20 minuti di aereo), ma che ci lavorano pure, soprattutto nel settore alberghiero, in special modo nelle reception degli hotel. E ci dicono che in inverno a Malta fa un po’ freschino, soprattutto nelle case, che non sono dotate di riscaldamento. Vabbè, un piccolo dettaglio: cosa volete che sia? Intanto, in un’estate infuocata, noi a Malta ci siamo beccata una settimana di buona fresca arietta di mare. Mica male. Gli italiani che vivono li dicono anche che va di moda il Capodanno festeggiato a Malta: forse avrò l’occasione di verificarlo. E chissà che i Gran Maestri non decidano di nominarmi Cavaliere di Malta Honoris Causa. In fin dei conti, il portamento nobile ce l’ho già, non trovate?

TASSENGER, ALLA SCOPERTA DEI MISTERI!

SEMBRA UNA MISTERIOSA FOTO DA REPORTAGE DI “VOYAGER” O DI “KAZZENGER” O ADDIRITTURA DI “TASSENGER”: CHISSA’ DOV’E’ STATA FATTA QUESTA FOTO. ALLA BASE LUNARE ALFA? ERUZIONI VULCANICHE IN CITTA’? MAGMA SOTTERRANEO? O SEMPLICEMENTE LA SABBIA SILICEO DELLO STADIO DI MODENA? PROVATE AD INDOVINARE…NOI SIAMO QUI PER RISOLVERE MISTERI!!!!!tasso eurutto

ARRIVANO I “CASCHI BLU” DELLA CULTURA!

PalmiraE adesso arrivano addirittura i “caschi blu” della cultura: un’autentica task force europea a tutela del patrimonio
artistico e culturale dell’Italia e di tutti i paesi dell’Unione Europa, soprattutto in caso di calamità naturali e attacchi terroristici. L’idea è del nostro ministro della cultura, Dario Franceschini (in una delle rare occasioni in cui si nota la sua presenza), accolta splendidamente dall’Unesco: e il pensiero non corre soltanto ai piccoli grandi scandali di casa nostra (la sporcizia di Roma “celebrata” sui giornali di tutto il mondo e Pompei che cade a pezzi o è chiusa per riunione sindacale…), ma anche ai grandi drammi storici ed architettonici del nostro tempo, come il caso del sito archeologico di Palmira, in Siria, messo in pericolo dai terroristi dell’Isis e delle statue del Buddha distrutte dai talebani in Afghanistan nel 2001. I “caschi blu” della cultura interverrebbero nei casi di segnalazioni di attacchi per mettere in sicurezza le opere d’arte e i reperti oppure, nella fase successiva, per iniziare subito le operazioni di salvataggio e ricostruzione dei patrimoni danneggiati e a rischio.
C’è anche un altro progetto che parte dall’Italia e di cui si discute in questi giorni alla conferenza dei ministri della cultura all’Expo: l’istituzione di una scuola internazionale sul patrimonio culturale, post laurea, che sarà aperta fra un paio d’anni per ospitare studenti che, da tutto il mondo, vorranno approfondire in Italia le loro conoscenze tecniche su restauro, archeologia, storia dell’arte e architettura. Questo per dimostrare, a chi ancora non ne è convinto, che “la cultura dà anche da mangiare”.

MI MANCATE!

Da adesso in poi il giorno 30 del mese sarà dedicato alle ricorrenze, doveroso. Sono 6 mesi, infatti, che è mancata la mia mammina Teresa. E da appena un mese è volato incredibilmente in cielo anche il mio migliore amico, il mitico Balbo. Voglio ricordarvi cosi! Mi mancate!!!!mamma

balbo

SEMPRE MEGLIO CHE LAVORARE…

Guardando questa foto “di fatica” non sembra per niente vero quel famoso detto: “Fare il giornalista? Sempre meglio che lavorare”…qui a Fanano vedere il bravo giornalista corrucciato alle prese con una borsa arancione che pesava un botto e il fido cameraman Marco Lami che, invece, si è accorto della presenza del curioso fotografo Carlo Foschi…confermo, ragazzi: fare il giornalista è un duro lavoro!!!!lami

NON MI SOMIGLIA PER NIENTE…

Eppure mi dicono che assomiglio veramente al protagonista del film “V per Vendetta”: possibile? Ma no…eppure qualcuno me l’ha detto! Sinceramente trovo la mia faccia decisamente più espressiva e più simpatica, ma prendo il paragone come un complimento. In fin dei conti è bello avere un non so che di misterioso, no? v-per-vendetta-maschera

LA BELLEZZA E’ DAVVERO SOGGETTIVA…

Ringrazio infinitamente il mitico vignettista Gianni Soria per questa sua ennesima meravigliosa creazione: ormai dovrei farne una collezione permanente, praticamente un museo. Ci sto pensando. Il grande pregio di Gianni è che nelle vignette mi fa più bello (addirittura con gli occhi verdi) di quanto non sia nella realtà. Troppo buono. Grazie Gianni. vignettaSpero un giorno di sdebitarmi.

SUA MAESTA’ IL LAMBRUSCO…

lambE’ uno dei vini più conosciuti in Italia e sicuramente tra i più apprezzati. Passato alla storia come il vino tipico da accompagnare alle crescentine o alla piadina, è riconosciuto a livello internazionale come un vino che “non può non essere amato”. Conosciamo davvero tutto di questo vino? Ecco le 5 cose che non sapete sul Lambrusco.

1) IL NOME RACCONTA DELLA CASUALITA’ DELLA SUA NASCITA. E’ stata sempre controversa l’etimologia della parola “Lambrusco”. L’incertezza nasce dalle possibili varianti, c’è infatti chi parla di labo (prendo) e ruscus (che punge il palato), che racconta appunto dell’essere “brusco”, tipico dei vini giovani. Anche se la più accreditata parla analizza il nome come labrum (magine dei campi) e ruscum (pianta spontanea), ed è da questa interpretazione che potremmo ipotizzare l’origine del vino più noto nel modenese. Si trattava, forse, delle piante meno importanti dei vigneti e la sua scoperta fu tanto casuale, quanto sorprendente.

2) NEGLI ANNI ’70 E ’80 ERA CONOSCIUTO COME LA “COCA-COLA ITALIANA”. E’ una storia che pochi conoscono, perché non è legata a Modena, bensì agli Stati Uniti d’America, dove negli anni ’70 e ’80, il Lambrusco rappresentava il 50% delle esportazioni di vito italiano in America. Il suo successo tra gli Yankees si ottenne per la semplicità a cui il Lambrusco era giunto durante quel ventennio, e ciò piaceva ai palati americani, comunemente non così raffinati come i nostri, tanto da essere denominato la “Coca-Cola italiana”.

3) E’ UNO DEI VINI PIU’ CITATI DAGLI AUTORI LATINI. I romani avranno anche conquistato il mondo conosciuto, ma il Lambrusco ha conquistato i palati dei più noti autori latini. Infatti a parlare di “vite labrusca” sono Virgilio, che conosceva bene il vino emiliano dato che era nato a Mantova, ma anche Catone nel “De agri cultura”, Varrone nel “De re rustica” e anche il noto Plinio il Vecchio nel “Naturalis Historia”, che descrive le foglie del Lambrusco: “diventano di colore sanguigno prima di cadere”.

4) CONOSCIUTO DA DUEMILA ANNI, MA MAI COLTIVATO PRIMA DEL ‘300. Sembra un paradosso, ma è vero. Come detto in precedenza, il Lambrusco era noto ai più importanti scrittori e pensatori dell’Impero Romano, eppure nessuno di loro parlò mai di coltivazioni ad hoc del vino. Infatti il primo a descrivere una coltivazione di Lambrusco in maniera tecnica fu Pietro De’ Crescenzi, peccato che visse nel XIV secolo. Questo paradosso confermerebbe l’origine casuale del Lambrusco e il suo legame con i semi di vite silvestre (selvatica).

5) IL VINO PIU’ MEDIATICO E ROMANTICO AL MONDO. Per chi vive nel modenese, il Lambrusco è tipico da accompagnare alle crescentine o ad una serata di briscola con gli amici. In America è uno dei fenomi mediatici più frequenti del mondo del buon bere e buon mangaire. Il più importante critico enogastronocmio al mondo, Fiona Beckett, ha scritto sul Guardian che il miglior vino da tavola è il Lambrusco. Nel 2013 il giornale di inchiesta politica e cultura più famoso al mondo, l’Huffigton Post, scrisse che per San Valentino lo Champagne è passato di moda, ora servono vini rossi e frizzanti, in primis il Lambrusco. Lo stesso Wall Street Journal consiglia il Lambrusco tra i vini da bere giovani. Anche se il più eclatante è il magazine 7×7, il più importante di San Francisco, che consiglia il Lambrusco come vino perfetto da accompagnare alla cucina Messicana.

(da Modena Today)