L’unico giornalista italiano…

23 aprile 2022, metropolitana di Kiev, conferenza stampa del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. 
Unico giornalista italiano presente: il freelance Claudio Locatelli, un vero specialista delle guerre. 
Passione, competenza e coraggio. 
E gli altri? Tutti sul divano. 

Richard Mille. gli orologi che piacciono a piloti, tennisti, oligarchi e… ladri!

Il fantastico mondo degli orologi di lusso Richard Mille è arrivato al grande pubblico per colpa – o, per meglio dire, grazie (è pur sempre pubblicità!) – alla notizia del Richard Mille rubato nei giorni scorsi – a Pasquetta, a Viareggio, con la scusa di un selfie da parte di due giovani presunti tifosi – a Charles Leclerc, il pilota della Ferrari.
Un cronografo eccezionale, un pezzo rarissimo, un Richard Mille RM 67-02, uno dei modelli più amati dai collezionisti. Valore: due milioni di euro. Proprio come un modello simile, battuto all’asta da Christie’s nel 2001 per 2,1 milioni di franchi!
L’orologio di Leclerc, oltretutto, era personalizzato con i colori della Ferrari – il vero Rosso Ferrari! – e pare che il pilota avesse collaborato con i mastri orologiai della casa produttrice elvetica per rendere il “gioiello” ancora più sportivo e resistente, usandolo spesso anche in pista. 
Ma da cosa dipende il successo degli orologi Richard Mille, inventati dall’omonimo imprenditore francese nel 1999?
Qualità altissima dei materiali, resistenza titanio grado 5, nanotecnologie al quarzo rosso e cinturini bellissimi e leggerissimi. Oltre al fatto di essere pochi ma buona, mica come i Swatch…
Ma non solo: il segreto è che gli orologi Richard Mille – parafrasando una vecchia pubblicità Lancia – “piacciono alla gente che piace”. A cominciare dagli sportivi. Che se li fanno personalizzare. Non solo Leclerc, in effetti. Ne ha uno anche il tennista spagnolo Rafa Nadal, il modello RM 027 Tourbillon “Rafael Nadal”, un’edizione limitata a 50 pezzi che costa “appena” 500.000 euro…
Tanti gli sportivi stregati dal lusso sportivo di Richard Mille: l’intera scuderia McLaren di Formula Uno – Richard Mille possiede la prima auto da corsa guidata da Bruce McLaren -, ma anche i velisti della storica competizione “Les Voiles de Saint Barth”, tutti accontentati – diciamo così – con modelli ad hoc, personalizzati e dedicati in esclusiva ai pregiati clienti di Richard Mille. Ne ha uno anche Roberto Mancini, per intenderci: il modello RM 11-04…
Ne indossa uno, ad esempio, anche un oligarca russo, vecchio amico di infanzia di Putin, nell’ultima spy-story dello scrittore americano Daniel Silva, dal titolo “La Violoncellista”…
Davvero: piacciono alla gente che piace, nella realtà e nella fantasia…
E poi, i negozi. Non è che un Richard Mille si trovi proprio in qualunque negozio di orologi, eh no.
Un “flagship shop”, ad esempio, ha aperto a Milano, ad ottobre dell’anno scorso, in via della Spiga, nel cuore del Quadrilatero della Moda. Ma il più prestigioso nel mondo – dicono gli esperti – è il negozio di Singapore, dove chi passa da quelle parti può approfittare per entrare e farsi un regalo – o fare un regalo – di assoluto prestigio, qualcosa di assolutamente unico. Basta poi non farselo rubare per strada, come se fosse un Rolex qualsiasi…

Quello Chalet di lusso in cima al ghiacciaio….

Appassionati di montagna e di neve? Stanchi degli Appennini e delle Alpi?

cco una scelta molto alternativa: l’Alaska! Un nome che già da solo evoca freddo e ghiaccio. Ma, soprattutto, lo Sheldon Chalet…

Proclamato all’unanimità come uno dei “rifugi di lusso” più remoti del mondo e inserito di diritto tra le destinazioni più incredibili della Terra, lo chalet è situato nel Parco nazionale e Riserva di Denali, sulla cima di un ghiacciaio, il Ruth Glacier (quota 1.800 metri) ed è raggiungibile dagli ospiti solo in elicottero, in circa un’ora di volo con partenza dalla cittadina di Talkeetna, in Alaska.
Nei dintorni non c’è niente, ma quel niente basta a sorprendere e a incantare. Parola d’ordine: natura. A 360 gradi. Ovviamente, senza telefono, smartphone, televisione e altre distrazioni, il vero spettacolo è l’aurora boreale, che, con le sue luci e i suoi colori, avvolge il piccolo chalet e regala atmosfere fiabesche. E poi, a partire da giugno (il periodo migliore per andare in Alaska) c’è pure il sole di mezzanotte…

Allo Sheldon Chalet, le camere sono solo 5 (due persone per camera) e per prenotarne una la lista d’attesa è lunga mesi. Nonostante il costo non sia esattamente alla portata di tutti: almeno 25.000 dollari a notte….
BRRRRRR……

Catherine Spaak, donna di classe

Nel giorno di Pasqua ci ha lasciati Catherine Spaak, attrice e conduttrice belga (da una vita in Italia), dotata di humour e di classe, famosa per alcuni film da giovanissima – come “La Voglia Matta” (1962), con Ugo Tognazzi che si invaghisce della 17enne Catherine – e per il suo programma tv “Harem”.
Aveva 77 anni.
Rip.

Quando ci si dimentica (piacevolmente) della mascherina…


Dunque, vi racconto questa.
166° viaggio in Flixbus.
Stop a Rivoli, autogrill quasi da terzo mondo, con cessi luridi che non vi dico, ormai a Torino.
Entro e – dopo 9 giorni in Francia, dove le mascherine non servono più, tranne sui mezzi pubblici – mi dimentico completamente di mettermi la mascherina (e dimenticarsene è bellissimo!), ma prima un cliente con la faccia da brufolo schiacciato e poi, più gentilmente, il barista, mi dicono che devo mettermi la mutanda sulla faccia, perché “da noi è ancora obbligatoria”.
Che paese di merda, mi viene da pensare. E ce ne sono pure molti di peggio, addirittura…
Dopo di me, in coda alla cassa, c’è un tizio pure lui senza mascherina, con l’aria incazzusa da mercenario di mezza età. Il tizio con la faccia da brufolo, a lui, però non ha detto niente.
“Anche tu senza mascherina? Da quando tempo manchi dall’Italia?”, gli chiedo.
“Da 20 anni”, risponde lui, con indefinibile accento del Meridione. “Stavo in Africa. E in Africa nessuno usa la mascherina”.
Arrivederci, grazie e raccontatelo a Speranza.

La battaglia delle “Crevettes pailletèes” contro l’omofobia in Russia

Quanto mai di attualità, è uscito mercoledi 13 aprile in Francia (arriverà in Italia in maggio) il film “La Revanche de Crevettes pailletèes”, il seguito dell’acclamatissima pellicola sulla squadra di pallanuoto gay, uno dei più grandi successi di pubblico – in tutta Europa – del 2019. Stavolta il film è girato quasi completamente in Ucraina (a Kiev e Leopoli, sotto la neve), fingendo di essere in Russia, dove la squadra – composta da uomini non tutti omosessuali – si ferma per una sosta “aerea” verso i “Gay Games” di Tokyo: e qui deve affrontare l’ondata strisciante di omofobia presente nell’attuale Russia di Putin. La banda dei pallanuotisti scanzonati “politicamente scorretti” scopre, con sgomento, e a loro spese, le spedizioni punitive anti-gay e le terrificanti “terapie di conversione”, in atto in certi luoghi “di detenzione correttiva”, a Mosca e dintorni. Il film – che somiglia ad “action movie” in stile James Bond, con una spettacolare fuga da un centro di conversione – non è stato girato in Russia per ovvi motivi: sarebbe stato complicato giustificare una storia contro l’omofobia russa…
“Si ride, certo, ma questa volta si tratta anche di una commedia politica”, ha commentato il regista Cédric Le Gallo, che porta in scena gli stessi protagonisti del primo film, in Italia poco brillantemente titolato “Gamberetti per tutti”. 
Il film è destinato ad essere nuovamente campione d’incassi, almeno in Francia, e a rilanciare la discussione sui diritti della comunità LGBTQ in alcuni paesi dell’Europa dell’Est. E non soltanto la Russia (ad esempio: Polonia e Ungheria).

Bello e angosciante, il film contro la vita “di corsa”

Che succede se abiti a 50 km da Parigi, hai due figli piccoli e nessun marito e nessuno che ti aiuta, devi arrivare in tempo alla mattina a Parigi, in un hotel di lusso, a pulire la merda dei ricchi e vorresti fare ben altro lavoro e, all’improvviso, uno sciopero di intere settimane dei mezzi pubblici e treni ti costringe, in mezzo a mille peripezie e pericolosi autostop, a partire all’alba – con la sveglia che suona implacabile alle 5 – e tornare che fa già buio?
Un film bellissimo e angosciante – da vedere, se arriva in Italia -, con la straordinaria attrice Laure Calamy, sempre di corsa e sempre con il cuore in gola, premio migliore attrice alla Mostra del Cinema di Venezia 2021.
Un film “forte”, che impone una riflessione sulla nostra vita sempre frenetica, forse inutilmente….
Quando le cose sembrano precipitare, iI finale, almeno, riserva un lieto fine. Che, nella realtà, avviene raramente…